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| 10/9/2010 |
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| Lettere del 10 settembre |
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Viva il laicismo, no agli integralismi
Penso che la campagna per Sakineh metta in evidenza l’incolmabile divario fra culture, destinate a non comprendersi e quindi a non integrarsi. D’altronde c’è già un preciso termometro per giudicare la congruenza dei valori professati, ed è la violenza con la quale vengono imposti o l’emarginazione alla quale vengono condannati i fedeli. Tuttavia l’attuale movimento di opinione può ritenersi un tentativo per capire fino a che punto i musulmani occidentalizzati siano disposti a prendere le distanze da posizioni inammissibili nel contesto in cui vivono. È una partita rinfocolata dalla globalizzazione e dal melting pot prodotto dai flussi migratori. In ogni caso, è un tragico errore avvalersi di una religione per limitare l’influenza di un’altra. In questa prospettiva viva i principi laici, come garanzia di una società non conflittuale.
PIERO BINI
Prova crociata a scanso di errori
Un’altra notizia relativa alla malasanità italiana: una donna sarebbe deceduta poiché le sarebbe stato trasfuso sangue incompatibile. È vero che il protocollo prevede il controllo accurato nella redazione e nell’applicazione delle etichette nella fase di raccolta del materiale ematico dal donatore, nonché la verifica al momento di trasfondere il sangue nel ricevente, ma è altrettanto vero che dal protocollo è stato abolito un controllo di facile esecuzione e molto utile per evitare rischi: la prova crociata. Se fosse stata eseguita, come un tempo era previsto, il tragico evento si sarebbe potuto evitare.
LETTERA FIRMATA
La battaglia liberale? È solo culturale
L’articolo di Luca Ricolfi in prima pagina l’altroieri analizza lucidamente la vicenda liberale in Italia (e non solo), togliendo ogni residua speranza circa una «rinascita» politica liberale. Dopo il fascismo, il ruolo dei liberali fu assunto dalla Democrazia Cristiana e l’incapacità del Pli di non essere prigioniero della sua storia passata ma di saper competere nella politica del primo e del secondo Dopoguerra ha segnato la sorte dei liberali, destinati a essere comunque minoritari e spesso marginali. Che poi oggi ci siano dei liberali di nuovo conio appare piuttosto discutibile e comunque politicamente poco rilevante. Basterebbe pensare al tema della laicità dello Stato per rendersi conto che certe minuscole scaglie di liberalismo (o liberismo?) sono davvero trascurabili. E questo lo scrive uno che ha dedicato la sua vita a certi ideali, ma si è reso conto che, hic et nunc, la battaglia liberale si può solo condurre sul piano culturale.
PIER FRANCO QUAGLIENI
DIR. CENTRO PANNUNZIO TORINO
Chi è ubriaco si paghi l’ambulanza
Da questo mese, in Alto Adige, essere trasportati all’ospedale con l’autoambulanza dopo aver «alzato il gomito» costerà 200 euro. Lo ha deciso la giunta provinciale, che ha escluso dai casi considerati urgenti - e che darebbero diritto al trasporto gratuito - quelli relativi all’abuso di alcol. Chi, dopo un viaggio al pronto soccorso, verrà trovato ubriaco, dovrà pagarne il costo. Giusto, come sanzionare gli esercenti che somministrano alcolici senza preoccuparsi dell’età. Perché la società dovrebbe farsi carico dei capricci di pochi sconsiderati? Le tasse che noi tutti paghiamo devono servire ad assistere quanti ne hanno realmente bisogno, perché colpiti da qualche malattia o vittime di un incidente, e non a mantenere vizi e cattive abitudini.
R.B.
Non speculazioni, ma programmazione
Nell’articolo pubblicato mercoledì scorso dal titolo «Un omicidio politico-mafioso» a firma Guido Ruotolo, sull’assassinio del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, mi si attribuisce (sebbene non virgolettata) un’affermazione grave, da me mai pronunciata. Tale assunto riguarda la giunta e il sindaco del Comune di Agropoli, sul loro coinvolgimento in prima persona in speculazioni edilizie. Ribadisco che il mio era un ragionamento politico sulla mancanza di programmazione sul territorio. Da questo il richiamo alla responsabilità della classe politica tutta e in particolare dell’amministrazione in carica.
ROBERTA MORRONE
Al colloquio erano presenti anche i colleghi del «Mattino» e del «Fatto Quotidiano». Confermo quanto ho scritto.
G. R.
L’ironia provocatoria non colta
Esimio Gramellini, nel Buongiorno di ieri («La colletta di Ombretta») mi spiace che lei non abbia colto, da eminente giornalista, l’ironia provocatoria della mia dichiarazione, nella quale precisavo che «neppure Maradona può esimersi dal ripagare le pendenze tributarie nei nostri confronti» e che «bene ha fatto il fisco a ricordargli i debiti contratti con lo Stato italiano». In merito a Saviano, può cercare una mia intervista al quotidiano Il Mattino di Napoli (8 Giugno 2010) nella quale preciso che il suo romanzo, Gomorra, andrebbe letto in ogni scuola per far conoscere ai ragazzi una difficile realtà sociale. Non credo sia stato corretto esprimere un giudizio così pungente nei miei riguardi prendendo spunto soltanto da brevi stralci di mie dichiarazioni scevri dal contesto. Cordialmente.
OMBRETTA COLLI
Ascoltando mercoledì la sua intervista su Sky, l’«ironia provocatoria» mi era francamente sfuggita.
M. G. |
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