7/9/2010
Le lettere del 7 settembre
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«Fabio, la speranza rinasce grazie a tanti nuovi amici» - «Strani scontrini al bar del Cto» - «Ascensore non prenotato, tutti a casa» - «Venaria: un falso medioevale alla mostra su Gesù ?» - «Sestriere: efficienza ed onestà»
Un lettorre scrive:
«Sono un collega del papà di Fabio,7 anni, che sta lottando contro un tumore. Il bambino, per il quale i lettori di Specchio dei temi hanno aperto una sottoscrizione che ha ricevuto centinaia di offerte, in questi ultime mesi ha affrontato tremendi cicli di chemio e radioterapia.Il piccolo ha una forza fisica e d'animo incredibile, nonostante sia ricoverato di nuovo per il calo vertiginoso delle difese immunitarie. Quando lo senti al cellulare è capace di intrattenerti senza mai farti capire la sua sofferenza. Continua a combattere con forza, grazie anche al sostegno di chi gli vuole bene. Ci siamo commossi io e il suo papà, quando abbiamo letto i messaggi dei molti lettori che accompagnano le loro donazioni. Il ringraziamento di Fabio quindi va soprattutto a quell'abbraccio umano che trarspare dalle loro parole e dai dolci pensieri di incoraggiamento che gli giungono da tanti amici sconosciuti».
SEGUE LA FIRMA

Un lettore scrive:

«Sono il titolare di un bar mi è capitato di andare a trovare un amico all'ospedale Cto. Faccio la coda al bar interno e noto il cassiere che, al momento della richiesta di una qualsiasi consumazione da parte del personale sanitario, distribuisce solo un biglietto colorato. A me viene battuto lo scontrino fiscale. Ho un amico medico a cui chiedo informazioni a riguardo. Nella sua azienda il personale ha diritto allo sconto ma comunque lo scontrino viene regolarmente consegnato. In quest'epoca dove si parla di lotta all'evasione fiscale chiedo se questo sia un "beneficio" che alcuni esercizi intraospedalieri possono avere oppure se anch'io, ai miei clienti abituali, posso distribuire questi bellissimi ticket colorati senza sanzioni?»
GIUSEPPE D.

Un gruppo di lettori scrive:

«Siamo disabili di un Centro Diurno. Giovedì abbiamo deciso di visitare la restaurata Sacra di San Michele, che secondo molti è un monumento all'accessibilità, un percorso senza barriere architettoniche. Ma al nostro arrivo ci è stato detto che l'ascensore per disabili andava prenotato prima e noi, non avendolo fatto, siamo rimasti fuori non potendo salire le scale.
«Com'è possibile che un ascensore debba essere prenotato? Oltretutto con l'enorme investimento di denaro pubblico che la Regione ha fatto in questi ultimi anni? Immaginiamo quindi, che molti disabili se ne ritornino a casa dalla Sacra senza poterla visitare, così com'è successo a noi».
SEGUONO LE FIRME

Un lettore scrive:

«Ho visitato la mostra «Gesù, il corpo, il volto nell’arte», allestita presso la Reggia di Venaria, un’esposizione di altissimo livello ricca di capolavori e superbamente ambientata nella cornice delle Scuderie juvarriane.
«Devo purtroppo segnalare che i curatori della mostra hanno inserito fra i testi a corredo delle opere esposte la lettera del fantomatico Publio Lentulo, presunto governatore romano della Giudea ai tempi in cui visse Gesù. Il documento è ingannevolmente esibito quale prova della storicità di Gesù risalente a una fonte non cristiana. Al contrario, la lettera in questione è unanimemente considerata dai più accreditati studiosi un rozzo falso medievale. Sorprende che nessuno dei membri del prestigioso comitato scientifico a capo della manifestazione si sia accorto dell’errore. A mio parere potremmo essere di fronte a una svista intenzionale: non è che pur di puntellare la vacillante fede dei nostri giorni, non si esita a ricorrere agli espedienti più meschini?».
TIZIANO MALOSTI

Una lettrice scrive:

«In risposta alla lettera della sig.ra Pareti in cui elogiava la solerzia e la tempestività dei carabinieri della stazione di Sestriere, vorrei unirmi a lei in modo unanime. Nel mese di Luglio mi trovavo in vacanza al colle e mi sono accorta di aver smarrito il portafoglio, in quel momento stata transitando una pattuglia che mi indicava di recarmi prima dai vigili urbani e poi in caserma. Quando sono arrivata, pensavo di dover aspettare parecchio, invece il carabiniere nel giro di 15 minuti mi consegnava la denuncia, mentre stavo per uscire rientrava la pattuglia e il sottufficiale veniva subito ad informarsi se tutto era stato redatto e congedandomi mi disse: «Vedrà che lo ritrova!». Così è stato, grazie al personale del bar Barabba, mi è stato consegnato intatto. »
ORNELLA SARRU
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