8/3/2010 (11:55)
Donne e lavoro, Italia fanalino di coda
Napolitano: "Siete motivo di speranza"
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Schifani: «Stop alla discriminazione»
ROMA
«Le donne di domani rappresentano una ragione di speranza e di fiducia per il nostro Paese e di speranza e fiducia, in questo momento, abbiamo bisogno»: è il messaggio, e anche l’augurio, lanciato dal Capo dello stato Giorgio Napolitano in occasione della Festa della donna che come di consueto è stata celebrata al Quirinale.
Durante la cerimonia sono state conferite onorificenze a donne che si sono distinte nel campo professionale. Presenti i ministri Mara Carfagna e Giorgia Meloni, il vicepresidente della Camera Rosy Bindi, il sottosegretario Eugenia Roccella. Nell’edizione 2010, la festa al Colle ha avuto come tema le ragazze e le bambine. E proprio a queste, il capo dello stato si è rivolto per invitarle a tener conto del rispetto della dignità. «È la premessa e la condizione - ha detto - per ogni autentica affermazione e conquista». Alle donne di domani - ha spiegato Napolitano - va data «l’opportunità di realizzarsi moralmente, che dipende anche dal contesto nel quale crescono, dall’esempio offerto non solo dalle famiglie ma da tutti coloro che occupano posizioni di rilievo nella società civile e nello Stato. Auguro a tutti noi un’Italia determinata a offrire alle donne e anche agli uomini di domani un contesto che favorisca la loro realizzazione sia morale che professionale».
Il ministro per le pari opportunità Carfagna (che nel pomeriggio ha fatto visita alle detenute del carcere di Pozzuoli a Napoli) ha denunciato che sulla parità dei sessi l’Italia «sconta un ritardo storico e culturale». Ha quindi sollecitato politica e istituzioni a «lavorare alla costruzione di una società migliore e un pò più a misura di donna» e ha auspicato l’avvio di un processo per l’integrazione. «Se penso alle donne di domani - ha osservato - non posso non immaginare giovani italiane con la pelle scura, gli occhi a mandorla, i tratti diversi dai nostri». Per l’occasione odierna, il presidente del Senato Renato Schifani ha affermato che vanno «rimossi gli ostacoli per l’ effettiva parità» così che «possa pienamente realizzarsi il dettato costituzionale in tema di pari opportunità».
Ma qual è la situazione delle done italiane? Sono lontane dalla politica ma anche dal lavoro e dalla parità di genere. La strada contro le disuguaglianze è ancora in salita. E se con la politica non c’è feeling, dove però la scelta personale ha il suo peso, la mancanza di lavoro è subita: l’Italia, infatti nella classifica Ocse, è ancora in coda per tasso di occupazione femminile, prima solo di Messico e Turchia. E poi, resta il gap dei guadagni con gli uomini, ancora un problema reale. Anche nella vita privata non c’è da stare allegre: gli uomini godono di oltre un’ora in più (80 minuti per la precisione) di relax rispetto alle donne. Eppure, la Festa tira ancora: la Coldiretti ha stimato che sono stati 15 milioni i ramoscelli di mimose donati oggi. Nel giorno della Festa della donna - quest’anno si celebra il centenario - l’Istat ha reso noti i dati sulla partecipazione politica delle donne: solo il 53,6% si informa ogni settimana di quanto avviene nel mondo politico a differenza del 68,5% degli uomini.
Le disparità fra i sessi, però, si annullano fra i ragazzi di 14-17 anni: la percentuale di ragazze che parlano di politica almeno una volta a settimana (23,4%) è molto vicina a quella dei loro coetanei (25,5%) mentre fra coloro che non ne parlano mai è addirittura inferiore (45,6% contro il 48,1%). Tuttavia in dieci anni, dal 1999 al 2009, si è registrato un aumento: le donne che parlano di politica almeno una volta alla settimana sono cresciute del 46,9%, più del doppio degli uomini. In fatto di tasso di occupazione, l’Italia registra un record negativo: si trova sotto al 50%, insieme a Grecia, Messico e Turchia. Molto lontana dall’Islanda dove si registra l’80% (il valore più alto) o comunque superiore al 70% dei paesi nordici. Le donne guadagnano meno, in tutto il mondo, circa un quinto in meno degli uomini. Nelle imprese le cose, per le donne occupate, non vanno meglio. L’Italia - secondo i dati del World economic forum diffusi oggi - si colloca al 72/o posto su 134 paesi, in peggioramento l’anno scorso rispetto al 67/o posto del 2008. Peggio di noi in Europa si classificano solo Grecia (86/a) e Malta (89/a). Per le posizioni apicali delle imprese, la posizione dell’Italia si ribalta drasticamente. Contro una media mondiale di poco meno del 5%, il nostro Paese si attesta all’ 11%, poco sotto la Finlandia (13%) e la Norvegia (12%), paesi che, insieme all’Islanda, registrano il livello di uguaglianza maggiore. Senza manifestazione nazionale, la Festa di quest’anno ha ricevuto però la solita, anche se rituale, attenzione. All’aeroporto di Fiumicino di Roma, l’Alitalia ha fatto trovare un omaggio floreale alle passeggere ’Frequent Flyer’ e su un aereo, sulla rotta per New York, l’Az 608, il personale di cabina era composto da sole donne. L’Associazione nazionale magistrati ha rivolto un appello affinchè nelle elezioni del Csm le donne abbiamo «un’equa rappresentanza». Intanto a Bruxelles, all’Ue, è nato l’Osservatorio sulla violenza contro le donne.