8/3/2010 (14:56)
Balducci: "Non so nulla degli appalti"
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| Una foto di archivio di Angelo Balducci |
L’ex presidente dei Lavori pubblici
si difende di fronte al Gip. Il legale:
"Resta reattivo ma il carcere segna".
Piscicelli: finirà bene, finirà a Roma
ROMA
«Non sappiamo quale contributo possiamo dare per accertare la verità: di tutto quello che sarebbe accaduto non sa assolutamente nulla». Franco Coppi, legale dell’ex presidente del consiglio per i lavori pubblici, Angelo Balducci, lascia il carcere di Regina Coeli intorno alle 14.00 dopo circa tre ore di interrogatorio del suo assistito.
Davanti al Gip del tribunale di Roma, Valerio Savio, (gli interrogatori si sono svolti tramite rogatoria), Balducci ha ribadito la sua estraneità ai fatti contestati e in particolare alla vicenda legata agli appalti per la costruzione della Scuola marescialli di Firenze per la quale il 4 marzo è stato raggiunto da un nuovo provvedimento di custodia cautelare in carcere. «Non riusciamo a cogliere gli estremi di questi reati che gli vengono contestati - ha proseguito Coppi - Il provvedimento restrittivo della libertà ci sembra privo di presupposti».
Balducci è detenuto dal 12 febbraio scorso: secondo l’accusa è uno degli uomini chiave nella gestione degli appalti per i grandi eventi. Per lui l’accusa è di concorso in corruzione continuata e aggravata. «È passato quasi un mese dal giorno dell’arresto - spiega il legale - Lui è uno che regge, è reattivo e si difende ma il carcere non è un albergo a cinque stelle: è un’esperienza che segna». Il collegio difensivo di Balducci ha annunciato, inoltre, che ha presentato istanza per chiedere la revoca del provvedimento di custodia cautelare. Oggi, sempre nel carcere romano, è stato ascoltato anche l’imprenditore Francesco De Vito Piscicelli. Arrestato sempre per la questione legata all’appalto per costruzione della Scuola marescialli, la figura di Piscicelli è legata, sopratutto, ad una telefonata con il cognato, Pier Francesco Gagliardi, durante la quale ha affermato che la notte del terremoto in Abruzzo «rideva nel letto».
L’imprenditore, secondo quanto riferito dal suo leagle, Marcello Melandri, ha «risposto a tutte le domande». Sia sul fronte della Scuola marescialli che sui rapporti con l’imprenditore fiorentino, ed ex presidente della Btp, Riccardo Fusi. «Siamo assolutamente certi di come andrà a finire questa vicenda - ha detto Melandri lasciando Regina Coeli - Finirà benissimo per noi e finirà a Roma». L’avvocato ha, infatti, annunciato che domani depositerà una richiesta di trasferimento degli atti alla procura di Roma. «A Firenze - ha aggiunto - non è successo assolutamente nulla e qualunque cosa ci contestino è avvenuta a Roma: i fatti sono tutti avvenuti a Roma». Melandri ha inoltre aggiunto che Piscicelli «ha chiarito» con i magistrati anche i rapporti con gli altri personaggi coinvolti nell’inchiesta che erano «regolari, senza nessun tipo di problema». Sull’ordinanza di custodia cautelare che ha raggiunto Piscicelli nei giorni scorsi, l’avvocato ha concluso: «perchè si è arrivato a questo? Lui aveva già chiarito tutto».
Intanto da Perugia arriva il parere negativo dei pubblici ministeri alle richieste di revoca della custodia cautelare in carcere per Diego Anemone, Angelo Balducci e Mauro Della Giovampaola che hanno chiesto al gip di Perugia di revocare la misura disposta nei loro confronti il 27 febbraio scorso per l’indagine sugli appalti per i cosiddetti Grandi eventi.