9/3/2010 (8:2) - LA MORSA DELL'INVERNO
Pioggia e neve, l'inverno non se ne va
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Ondata di maltempo, Italia al gelo
ROMA
L’inverno è tornato sull’Italia portando nevicate abbondanti su buona parte del centro-nord, gelo sul Triveneto e sulle Alpi - le temperature sono scese fino a -21 gradi al Sestriere e sul Pordoi mentre a Trieste la bora per il secondo giorno consecutivo ha raggiunto i 120 km orari impedendo a tre navi di entrare in porto - e temporali al sud che hanno interessato le zone già colpite dalle piogge dei giorni scorsi, con il rischio di ulteriori smottamenti e frane.

Una situazione meteorologica che ha già spinto molti sindaci di Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Molise, Marche e Abruzzo a disporre la chiusura delle scuole in decine di comuni per la giornata di domani e che, secondo gli esperti del Dipartimento della Protezione civile, resterà tale per altre 24 ore, tanto che dal Dipartimento è arrivato l’invito ad evitare l’auto. «La situazione è già abbastanza severa - spiega il responsabile delle emergenze del Dipartimento, Fabrizio Curcio - e dunque, per non aggravare la rete viaria che risulta già appesantita, è opportuno mettersi in auto solo se strettamente necessario».

Per mettere a punto gli interventi necessari per ridurre al minino le criticità e prevenire eventuali situazioni di pericolo, si sono tenute al Dipartimento diverse riunioni operative con tutti i soggetti interessati, dalla polizia stradale ai concessionari autostradali, dai distributori di energia alle regioni, da Trenitalia ai Vigili del fuoco. «Il contrasto tra l’aria gelida proveniente dalla Siberia e arrivata sul centro nord e i venti di scirocco sospinti sull’Italia dal vortice di bassa pressione - spiega Mario Giuliacci, del centro Epson Meteo - stanno dando luogo a nevicate su molte regioni». E l’ondata di maltempo, sottolinea ancora Giuliacci, è per intensità ed estensione la quinta che raggiunge il nostro paese, e l’Europa, da dicembre ad oggi dopo quelle che hanno investito l’Italia dal 10 al 21 dicembre, dal 1 al 10 gennaio, dal 25 gennaio al 5 febbraio e dal 10 al 13 febbraio.

Ampiamente annunciata anche da una allerta meteo, la perturbazione ha colpito prima la Sardegna e successivamente si è spostata sulle regioni centrali. Intense nevicate, anche a quote di pianura, hanno interessato in particolare l’Emilia Romagna - dove sono attesi tra oggi e domani 50 cm di neve in pianura e 90 sull’Appennino - il Piemonte, il sud della Lombardia, la Toscana, le Marche, l’alto Lazio, l’Abruzzo e il Molise. Fin dalle prime ore della mattinata i fiocchi di neve hanno imbiancato Pisa, Siena e Firenze, una tormenta di neve ha di fatto paralizzato la viabilità della parte occidentale dell’isola d’Elba, all’Aquila sono caduti oltre 20 centimetri di neve, così come sui rilievi di Marche e Umbria. Le abbondanti nevicate hanno provocato disagi soprattutto alla circolazione: molti problemi sulle strade secondarie, soprattutto sull’Appennino, ma anche sulla rete autostradale. Sulla via Flaminia, all’altezza di Gualdo Tadino in Umbria, auto e camion sono rimasti bloccati per ore a causa della neve ed è stato richiesto l’intervento della Protezione Civile per prestare assistenza agli automobilisti con viveri e coperte.

Quanto alle autostrade, i problemi più seri si sono verificati sulla A1 all’altezza dell’allacciamento con la A14 a Bologna - dove i controlli della polizia stradale per verificare la presenza delle catene o degli pneumatici da neve sui veicoli hanno provocato 7 km di coda - sulla A24 Roma-L’Aquila, dove è stato disposto il divieto di transito ai mezzi pesanti dopo che uno di questi, intraversatosi, ha obbligato alla chiusura del tratto tra Carsoli e Tagliacozzo, sulla A25 Torano-Pescara e sulla A15 Parma-La Spezia. Al sud è stata invece la pioggia a provocare i disagi maggiori, con temporali molto intensi che si sono abbattuti soprattutto su Campania, Calabria e Sicilia e che proseguiranno anche nelle prossime ore. Due diverse frane hanno di fatto bloccato la circolazione sulla linea ferroviaria tra Catania e Agrigento, mentre c’è preoccupazione per le zone già colpite dagli smottamenti dei giorni scorsi.
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