10/3/2010 (19:27)
Vanacore, l'autopsia: è annegato
S'indaga per istigazione al suicidio
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| Il cartello lasciato nell'auto da Pietrino Vanacore
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MULTIMEDIA |
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Il portiere del delitto di Via Poma si
sarebbe ucciso. Ritrovato un veleno.
Il nipote: usava spesso tranquillanti
TARANTO
Il sostituto procuratore di Taranto, Maurizio Carbone, ha aperto un fascicolo d’inchiesta sulla morte di Pietrino Vanacore, con l’ipotesi di istigazione al suicidio. Lo si è appreso da fonti di Palazzo di Giustizia. Vanacore è morto per annegamento, e non sono state riscontrate tracce nel suo organismo di diserbante, nè segni di violenza. È quanto emerso dall’autopsia eseguita dal medico legale incaricato dalla Procura di taranto, Massimo Sarcinella, terminata poco fa e durata circa circa due ore, sul corpo di Pietrino Vanacore, l’ex portiere di via Poma, trovato nella tarda mattinata di ieri nello specchio d’acqua di Torre Ovo (Ta), legato per un piede ad una corda. L’esame autoptico ha evidenziato la presenza di acqua nei polmoni dell’uomo, mentre non ci sarebbero tracce evidenti dell’eventuale ingestione dell’anticrittogamico trovato nell’auto di Vanacore. Sono stati comunque effettuati numerosi prelievi per le analisi di laboratorio, i cui esiti si avranno entro 60 giorni.
Intanto la moglie di Pietrino Vonacore, Giuseppa De Luca, ed alcuni amici dell’uomo, sono stati ascoltati oggi dagli inquirenti su delega del sostituto procuratore Maurizio Carbone, che coordina le indagini sulla morte dell’ex portiere dia Poma. Agli investigatori la donna avrebbe riferito che il marito era amareggiato e risentito per i mai assopiti sospetti riguardo le circostanze dell’omicidio di Simonetta Cesaroni, ma che non avrebbe mai pensato di ricorrere al suicidio.
Pare che Vanacore, che doveva essere ascoltato tra qualche giorno, in qualità di testimone nel processo a Raniero Busco, pare avesse già fatto sapere ai giudici che non sarebbe andato a deporre, per motivi di salute. La nipote di Vanacore ha riferito agli inquirenti che dal momento in cui lo zio aveva ricevuto l’atto di comparizione al tribunale di Roma, in qualità di testimone nel processo a carico dell’ex fidanzato della Cesaroni, sarebbe diventato particolarmente nervoso ed ansioso, tanto da far ricorso a tranquillanti e sonniferi per poter dormire.