10/3/2010 (15:6) - L'OPERAZIONE DELLA SCO DELLA POLIZIA E DELL'FBI
Blitz antimafia negli Usa e in Sicilia
Così i boss facevano affari a Miami
Agenti dell'Fbi
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Venti arresti in Italia e 6 negli States
PALERMO
Le cosche palermitane, decimate dagli ultimi arresti, tentano di riorganizzarsi. E ai vertici tornano boss storici. È una delle circostanze emerse dall’indagine congiunta dello Sco della polizia e dell’Fbi che oggi ha portato all’arresto, a Palermo, di 20 persone e negli Usa di altre 6, accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, traffico di droga, riciclaggio e traffico di banconote false. Al centro dell’inchiesta la «famiglia» di Santa Maria di Gesù tornata sotto la guida di Gioacchino Corso, e del fratello Giampaolo, entrambi arrestati. Ad eseguire le disposizioni dei due boss altri due esponenti di vecchia data dell’organizzazione mafiosa come Giuseppe Lo Bocchiaro, condannato per l’omicidio di Pietro Marchese, assassinato nell’82 mentre era detenuto all’Ucciardone, nell’ambito della guerra di mafia. A Pietro Pilo, uomo di fiducia del boss storico Cosimo Vernengo, con cui ha gestito importanti traffici di droga, era stata assegnata invece la gestione della cassa dell’organizzazione.

Le indagini sul fronte americano dell’operazione ’Paesan Blues’ in corso tra l’Italia e gli Stati Uniti hanno permesso all’Fbi di delineare meglio alcuni ruoli esercitati all’interno della famiglia mafiosa dei Gambino e di comprendere le dinamiche tra la stessa famiglia e quella dei Colombo «contesti -spiegano gli investigatori- nei quali ha agito Roberto Settineri», tra le persone finite in carcere. Sono tre gli esponenti di vertice della famiglia mafiosa dei Gambino arrestati oggi: Gaetano Napoli, insieme ai figli Gaetano junior e Thomas, responsabili per i reati di estorsione, usura, riciclaggio, bancarotta fraudolenta, intralcio alla giustizia e altri delitti. «Soggetti -secondo la Procura- con i quali Settineri aveva sistematici rapporti».

Dalle indagini svolte dall’Fbi la famiglia Napoli è risultata avere investito capitali di provenienza illecita in prestiti a usura a un imprenditore di origine italiana «minacciandolo pesantemente di gravi ritorsioni, quando questi non era più riuscito a fare fronte agli ingenti interessi a tasso usurario». Riscontrati anche altri rapporti tra Roberto Settineri e affiliati di vertice della famiglia Gambino di New York facenti capo al potente boss Nicolas Corozzo, detto Little Nicky, dai quali «è emerso il ruolo di rilievo di Settineri nel tessuto mafioso in questione». A Miami sono state catturate altre 4 persone accusate di riciclaggio e intralcio alla giustizia. Tra questi, oltre a Roberto Settineri, «responsabile di avere ripulito somme di denaro provenienti dal traffico di droga», è annoverato un altro italiano, Antonio Tricamo, indagato per gli stessi reati, episodi tutti registrati negli Usa. Le indagini hanno evidenziato, infine, la presenza di propaggini della cosca Colombo di New York e Miami nell’ambito di una stretta e consolidata alleanza con la famiglia Gambino. «Non a caso è intervenuto un autorevole esponente dei Gambino -spiegano gli investigatori- a dirimere questioni riconducibili a Settineri, frutto di qualche divergenza maturata nei rapporti con esponenti della famiglia Colombo in Florida».
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