9/3/2010 (17:31)
Fondo monetario europeo la Bce e Parigi ora frenano
 | | La cancelliere tedesca Angela Merkel | MULTIMEDIA |
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Berlino preme, cautela dalla Francia. Merkel: "Punire chi sgarra sui conti"
BRUXELLES Fondo monetario europeo avanti, dice Berlino. Lasciate perdere, dice Francoforte. Adesso occupiamoci d’altro, dice Parigi. Se solo ieri sembrava acquistare quota l’idea di creare una nuova istituzione comunitaria deputata ad aiutare i paesi dell’Unione, e soprattutto dell’area euro, in difficoltà con le finanze, oggi la questione appare tutt’altro che pacifica.
La cancelliera tedesca Angela Merkel è tornata a sostenere questa ipotesi, ma al momento non trova sponda nel partner chiave francese: l’idea sarà anche «interessante», ma secondo il ministro dell’Economia Christine Lagarde non è l’unica, e soprattutto «non è la priorità più immediata», ha tagliato corto. E perfino in patria la Merkel trova voci contrarie, anche più drastiche. Come quella del numero uno della Bundesbank, Axel Weber, che come tutti i governatori dell’area euro siede nel consiglio direttivo della Bce e, anzi, è il favorito alla succedere a Jean Claude Trichet alla presidenza: un Fme sarebbe «controproduttivo», ha avvertito, secondo quanto riporta il Financial Times nell’edizione online.
Anche dalla Commissione europea arriva una mezza frenata. Durante il question time al parlamento europeo di Strasburgo, inoltre, Barroso ha precisato che la proposta di un Fondo monetario europeo è «a lungo termine» e «potrebbe richiedere la modifica dei trattati». Già ieri Juergen Stark, un altro esponente della Bce - che da Francoforte decide la politica monetaria di tutta l’eurozona - aveva espresso valutazioni negative. Invece secondo la Merkel creare un nuovo ente di questo tipo rappresenterebbe un chiaro segnale contro le speculazioni di mercato che, traendo spunto dalle difficoltà di alcuni paesi, prendono di mira l’euro. «Stiamo pensando a tutti i paesi di Eurolandia - ha affermato la cancelliera al temine di un incontro con il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker -. Concordiamo che dobbiamo scoraggiare le speculazioni dei mercati finanziari». Il caso del dissesto dei conti della Grecia e delle pressioni di mercato che ha generato sta spingendo i paesi europei verso «politiche economiche che siano più coerenti», ha spiegato la Merkel. E un Fme servirebbe a questo, ovviamente se però affiancandolo a un inasprimento delle sanzioni ai paesi che sgarrano sui conti. Forse è proprio su queste eventuali sanzioni che si creano i dissidi con Parigi.
Nei giorni scorsi ipotesi di stampa parlavano di una sospensione dei diritti di voto nelle istituzioni europee ai paesi che violano i parametri sui conti previsti dai trattati, cosa che richiederebbe una riforma dei trattati stessi. E nella storia recente la Francia ha una disciplina di bilancio senz’altro peggiore rispetto alla Germania. Invece secondo il presidente della Bundesbank è dannoso lo stesso dibattito sull’idea di creare un sistema di aiuti istituzionalizzato in seno all’Ue, che intenvenga nei casi di dissesto dei conti. Perché distrae attenzione e sforzi dall’esigenza di procedere al risanamento dei bilanci, ha affermato Weber. Intanto sul tema della speculazione, in particolare sui Cds - contratti di assicurazione contro le insolvenze dei bond, ampiamente utilizzati nel caso della Grecia - è intervenuto oggi l’appena nominato presidente della Banca dei regolamenti internazionali, il Francese Chirstian Noyer. I Cds vanno regolamentati anche creando apposite Borse nella maggiori aree valutarie, ha affermato.
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