10/3/2010 (10:19)
Istat, rivisto al ribasso il Pil 2009
Riparte la produzione industriale
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Crescita -5,1%, mai così male dal '71
ROMA
Il Pil chiude il 2009 con un crollo del 5,1% ma riparte la produzione industriale a gennaio. L’anno scorso il prodotto interno lordo corretto per gli effetti di calendario è diminuito del 5,1%, secondo l’Istat, che ha rivisto al ribasso la stima provvisoria del -4,9% diffusa a febbraio spiegando che il 2009 ha avuto un giorno lavorativo in più rispetto al 2008. Si tratta del dato peggiore dal 1971,dall’inizio cioè delle serie storiche.

Il Pil non corretto per gli effetti di calendario, come comunicato il primo marzo dall’istituto di statistica, è diminuito invece del 5% mentre il Pil acquisito per il 2010 ha registrato una flesssione dello 0,1%. Nel quarto trimestre del 2009 il Pil è diminuito dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e del 3% nei confronti del quarto trimestre del 2008. La stima preliminare diffusa il 12 febbraio scorso aveva rilevato invece una diminuzione congiunturale dello 0,2% e una diminuzione tendenziale del 2,8%. Il confronto con gli altri paesi rivela che il Pil è aumentato in termini congiunturali dell’1,4% negli Usa (+0,1% tendenziale), dell’1,1% in Giappone (-0,9%), dello 0,6% in Francia (-0,3%), dello 0,3% nel Regno Unito (-3,3%), mentre è rimasto stazionario in Germania (-2,4%). Nel complesso il Pil dei paesi dell’area Euro è cresciuto dello 0,1% in termini congiunturali ed è diminuito del 2,1% in termini tendenziali. Segnali di ripresa per la produzione industriale che a gennaio ha segnato un aumento del 2,6% rispetto a dicembre 2009 e una diminuzione del 3,3% su base annua.

La media degli ultimi tre mesi è risultata invariata rispetto a quella dei tre mesi precedenti. L’indice della produzione corretto per gli effetti di calendario ha registrato un aumento tendenziale dello 0,1% (i giorni lavorativi sono stati 19 contro i 20 di gennaio 2009), dato migliore da aprile 2008. L’Istat ha rivisto al rialzo il dato congiunturale di dicembre, portandolo da -0,7 a -0,2%, e quello del quarto trimestre che è passato da -0,8 a -0,6%. La produzione di auto ha registrato una variazione del 44,1% su base annua, secondo l’indice grezzo calcolato dall’Istat mentre il dato tendenziale corretto per effetti di calendario ha segnato un aumento del 47,1%. I dati sulla produzione industriale «dimostrano», secondo il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi,«che la ripresa c’è nel commercio globale e quindi anche in casa nostra, ma che è una ripresa selettiva e a tratti discontinua». Per il ministro è necessario quindi accompagnare tale ripresa anche «attraverso le risorse umane».

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