Il regime intanto inaugura siti per la produzione di razzi anti-elicottero e anti-carro
MONACO
Il ministro degli esteri iraniano Manoucher Mottaki ha dichiarato ieri sera a Monaco di Baviera, alla conferenza internazionale sulla sicurezza, di essere fiducioso sulla possibilità di un accordo con l’occidente sul controverso problema dell’arricchimento all’estero dell’uranio di cui il suo paese dispone, aggiungendo che in giornata si incontrerà con il nuovo direttore generale dell’Aiea (Agenzia internazionale per l’energia atomica), il giapponese Yukiya Amano.
«Personalmente ritengo che si siano create le basi per procedere a uno scambio in un futuro non troppo lontano», ha detto Mottaki intervenendo alla Conferenza internazionale sulla sicurezza in corso nella città bavarese. Mottaki ha però aggiunto che dovrebbe essere l’Iran a stabilire, in base alle proprie necessità, quanto uranio inviare nei paesi propositi dall’Aiea, ossia Russia e Francia.
In base alla proposta originaria dello scorso ottobre venuta da Aiea e Gruppo 5+1 (Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania) Teheran dovrebbe consegnare 1.200 dei 1.500 chilogrammi di uranio arricchito al 3,5 per cento di cui dispone, per poi vedersi restituire lo stesso stock arricchito al 20 per cento, da utilizzare per un impianto dove si producono isotopi per la cura dei tumori. Martedi sera il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad aveva detto in una intervista televisiva di essere pronto all’operazione ma le parole pronunciate da Mottaki alla conferenza riguardo alla quantià di uranio da inviare all'estero non convincono gli Usa.
James Jones, ha ammonito oggi Teheran a dare delle risposte sul proprio programma nucleare, pena l’imposizione di nuove sanzioni. «Il livello senza precedenti del consenso internazionale e unità nei confronti dell’Iran rispetto al suo programma nucleare dimostra che Teheran deve assumersi le proprie responsabilità o rischia sanzioni più forti e forse anche un maggiore isolamento», ha detto Jones a Monaco. E Robert Gates, capo del Pentagono, aggiunge: «Non ho la sensazione che siamo vicini a un accordo». Gates ha precisato che dall’Occidente «verrà una risposta» solo se l’Iran darà seguito alla «proposta originaria» del gruppo 5+1.
Jones ha ribadito che «la porta della diplomazia con l’Iran rimane aperta, nonostante l’incomprensibile atteggiamento di sfida dell’Iran». Un atteggiamento, ha sottolineato, «che
adesso richiede a tutti noi di lavorare insieme, come alleati e partner, su un secondo binario di maggiori pressioni»
Intanto oggi il regime iraniano ha inaugurato due siti per la produzione di due razzi, uno anti-carro e uno anti-elicottero, secondo quanto ha reso noto la radiotelevisione di Stato. Il razzo anti-elicottero è stato denominato Qaem, quello anti-carro Tufan. L’annuncio è stato dato mentre l’Iran celebra il 31esimo anniversario della rivoluzione, un periodo durante il quale tradizionalmente vengono date notizie di nuovi progressi nel campo scientifico e delle armi.
Mercoledì l’Iran aveva detto di avere testato con successo un missile, il Kavoshgar-3, capace di mettere in orbita un satellite artificiale. I media di Stato hanno detto che il vettore ha portato nello spazio una «capsula sperimentale» con a bordo animali vivi, tra cui un ratto e delle tartarughe, che poi è rientrata a terra.