8/2/2010 (15:37)
- LA STORIA
I Na'vi indiani chiedono
aiuto a James Cameron
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| Una scena tratta dal film di James Cameron "Avatar" |
Un'antica tribù dell’Orissa lancia
un appello al regista di "Avatar":
«Un'azienda mineraria si appresta
a distruggere la nostra terra sacra»
NUOVA DELHI
Una tribù indiana ha lanciato un appello al regista James Cameron perchè sostiene di essere in pericolo esattamente come i "na'vi" di Avatar. I Domgria Kondh, una tribù dello Stato indiano dell’Orissa, hanno comprato un’intera pagina sulla rivista «Variety» per difendere la propria terra da un’azienda mineraria che si appresta -denunciano- a distruggere la loro «montagna sacra».
«Abbiamo visto il suo film, adesso lei guardi il nostro», recita l’appello con l’invito a visionare un documentario di 10 minuti «Miniera: storia di una montagna sacra», prodotto da Survival, con la voce narrante dell’attrice Joanna Lumley. I Dongria vivono sulle colline di Niyamgirl, dove un’azienda britannica, la Vedanta Resources -il cui azionista di maggioranza è il miliardario indiano Anil Agarwal- vuole scavare una miniera perchè la zona è ricca di bauxite.
«Proprio come i "Na'vi" descrivono la foresta di Pandora come il loro "tutto", per i Dongria Kondh, sopravvivenza e terre sono sempre state intimamente connesse», ha dichiarato il direttore di Survival International, Stephen Corry. «La storia di Avatar -se uno si astrae da lemuri multi-colori,cavalli dalle lunghe criniere e guerrieri-androidi- si svolge al giorno d’oggi proprie sulle colline di Niyamgirl, nell’Orissa». Il progetto della Vedanta è oggetto di una forte polemica, che ha spinto nei giorni scorsi anche la Chiesta Anglicana a vendere la propria partecipazione azionaria per «ragioni etiche».