9/3/2010 (7:45)
- RETROSCENA
Barack come JFK "Si espone troppo"
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| Barack Obama
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Gli esperti: cerca la gente,
non è facile proteggerlo
FRANCESCO SEMPRINI
NEW YORK
Una delle principali minacce all’incolumità di Barack Obama è Obama stesso. È questa la conclusione a cui giungono gli esperti di «sicurezza istituzionale», secondo cui il rischio che un presidente Usa corre di essere vittima di un attentato cresce in maniera esponenziale alla sua propensione al contatto col pubblico.
«Obama ha una personalità veramente unica, gli piace trascorrere molto tempo a contatto con i cittadini. Se questo si somma al clima di tensione politica che si vive in questo momento, alimentato anche da tematiche razziali, si capiscono i rischi a cui è esposto», spiega Joseph Petro capo della global security di Citigroup. «Come primo presidente afro-americano la sua incolumità richiede al Secret Service di far fronte a sfide del tutto nuove», prosegue Petro, trent’anni di servizio alle spalle di cui quattro trascorsi dietro le quinte della Casa Bianca ai tempi di Ronald Reagan.
La formula della sicurezza come variabile dipendente dall’atmosfera politica sommata con la propensione al contatto col pubblico nasce dall’assassinio di John F.Kennedy, un episodio che in base ai parametri moderni non sarebbe mai dovuto accadere: «Lee Harvey Oswald ebbe a disposizione una traiettoria di fuoco facilissima», dice Petro, secondo cui tuttavia furono gli stessi ordini impartiti da Kennedy a esporlo con tanta facilità. JFK infatti chiese esplicitamente di rimuovere il vetro antiproiettile e di allontanare una parte della scorta: «Gli agenti possono dispensare tutti i consigli del caso al presidente, ma non possono certo dargli ordini».
Il compito diventa assai più arduo quando si deve difendere una persona che governa con la promessa di «abbattere le barriere tra politica e popolo» e lo fa anche in pratica partecipando a una grande quantità di incontri con la gente. Tutto ciò si traduce in responsabilità sempre maggiori che ricadono sulle spalle del Secret Service, l’agenzia federale addetta alla sicurezza della Casa Bianca. Durante gli anni il corpo si è avvalso sempre delle ultime tecnologie, come giubbotti anti-proiettile, apparecchiature per il riconoscimento facciale, vetture blindate e metal detector. Ma il fattore umano rimane la variabile più importante, come dimostra la recente vicenda della coppia di imbucati entrati alla Casa Bianca in occasione di un ricevimento senza avere l’invito.
Per questo il fattore Obama rappresenta quello potenzialmente più rischioso per il presidente stesso. E talvolta è lo stesso presidente a farne le spese, come accaduto qualche giorno fa quando Barack Obama e la first lady Michelle hanno dovuto aspettare quasi un’ora per cenare al Mrs. Wilkes’ Dining Room, un ristorante di Savannah, in Georgia. Sebbene il tavolo fosse stato preparato per tempo, la coppia presidenziale ha dovuto attendere che il Secret Service svolgesse tutte le pratiche sulla sicurezza, compresa l’ispezione nelle cucine da parte di un agente addetto al controllo di ingredienti e ricette.