10/3/2010 (22:17)
- LA POLEMICA
Biden: Israele mina gli sforzi di pace
 |
| Biden con Abu Mazen |
Ue condanna il piano per le nuove case
RAMALLAH
La colonizzazione di Israele sta minando la fiducia dei palestinesi in nuovi negoziati di pace: è quanto ha affermano il vice presidente americano Joe Biden a Ramallah, condannando ancora una volta la decisione israeliana di costruire 1600 nuove case a Gerusalemme est. Biden parlava con a fianco il presidente palestinese Abu Mazen. Biden, che già ieri aveva condannato pubblicamente la decisione israeliana di dare via libera ai 1600 nuovi alloggi, ha rilasciato una dichiarazione a margine del suo incontro con Abu Mazen (Mahmud Abbas) nella sede di Ramallah della presidenza dell’Autorità nazionale palestinese (Anp): dichiarazione nella quale ha fra l’altro reiterato il pieno sostegno di Washington alla nascita di un futuro Stato palestinese nell’ambito di un accordo di pace con Israele fondato sulla soluzione dei "due Stati per due popoli". «È compito di entrambe le parti costruire un clima di sostegno ai negoziati e non complicarne il cammino», ha ammonito Biden, ribadendo che a giudizio degli Usa «la decisione di ieri del governo israeliano di far avanzare i piani di edificazione di nuovi alloggi a Gerusalemme est mina esattamente la fiducia di cui c’è bisogno adesso al fine di avviare e realizzare negoziati proficui».
Quanto al futuro, il vice-Obama è stato netto nel riaffermare l’impegno Usa a favore di «uno Stato palestinese governabile e dotato di continuità» territoriale. «Deve essere chiaro a tutti - ha rimarcato - che non c’è oggi alternativa alcuna alla soluzione dei due Stati, destinati a essere parte integrante di qualsiasi piano di pace globale». Abu Mazen, da parte sua, ha avvertito che i negoziati potranno andare avanti solo se Israele adempirà con i fatti agli «impegni del processo di pace» e «cesserà di compiere azioni che ne pregiudicano l’esito».
Il governo francese ha condannato la decisione israeliana di autorizzare la costruzione di 1.600 nuovi alloggi a Gerusalemme Est, ritenuta «inopportuna» e «illegale». «Con l’inizio dei negoziati indiretti di pace, è più che mai necessario ristabilire il clima di fiducia senza il quale i colloqui non potranno raggiungere il loro obbiettivo: uno Statop palestinese sovrano, indipendente e democratico, fianco a fianco con Israele e con delle frontiere sicure e riconosciute, sulla base delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e delle iniziative arabe di pace», ha dichiarato il portavoce del Quai d’Orsay, Bernard Valero.
Anche il governo tedesco ha definito «inaccettabile» il piano di Israele di costruire 1.600 nuovi alloggi a Gerusalemme est. Secondo un portavoce del ministero degli Esteri, si tratta di un «segnale completamente sbagliato, sia nei contenuti, sia nei tempi». Adesso, ha sottolineato il portavoce, tutti gli sforzi politici dovrebbero concentrarsi sulla creazione delle condizioni necessarie all’avvio di negoziati onnicomprensivi tra Israele ed i palestinesi «in modo da affrontare le questioni centrali del conflitto».