8/3/2010 (10:48)
- IN QUIRINALE
"Il Paese crede nella Costituzione"
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| Il Capo dello Stato Giorgio Napolitano
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Napolitano: "In una democrazia
rispettabile no si richiedono atti
di coraggio per essere cittadini"
ROMA
«Nelle democrazie rispettabili non si richiedono atti di coraggio per essere buoni cittadini. Gli italiano hanno diversi modi di pensare e diverse idee politiche, ma condividono i valori della Costituzione», ha detto Giorgio Napolitano celebrando al Quirinale la Giornata internazionale della donna.
Il presidente della Repubblica ha sviluppato il tema del giorno denunciando una disparità che pesa sulle donne e non si riesce a colmare, anche a causa delle «persistenti resistenze maschili». Nei suoi pensieri sono affiorati i temi caldi del momento, dall’immigrazione, all’illegalità diffusa, al buon esempio che deve dare chi sta più in alto. E anche le tensioni e le polemiche dei giorni scorsi intorno alla sua firma sul decreto legge salvaliste. Quando gli hanno chiesto, prima della sentenza del tar di questa sera, se crede che gli italiani abbiano capito perchè ha firmato quel decreto che ha riammesso le liste del Pdl in Lazio e Lombardia, Napolitano ha risposto con una eloquente battuta: «Io non faccio sondaggi». Al di là della battuta, ha fatto capire che è convinto di sì.
Napolitano ha difeso la decisione di spiegare il suo comportamento direttamente ai cittadini, sul sito internet del Quirinale, rispondendo personalmente alle lettere di due cittadini che gli avevano chiesto, uno di firmare, l’altro di non farlo. «Ho preferito - ha spiegato - una comunicazione diretta con i cittadini senza intermediazioni». Nel discorso alle donne ospiti del Quirinale non ha fatto nessun accenno alla questione, ma alcuni passaggi hanno fatto trasparire la preoccupazione per il clima che si è creato nel paese. «In questo momento abbiamo bisogno di speranza e fiducia», ha detto. Poi ha parlato del coraggio che si richiede in alcuni casi a chi vuole essere in pace con la propria coscienza. Parlava dei ragazzi, ma è sembrato di cogliere un’allusione al coraggio che si richiede anche al vertice delle istituzioni. «In un contesto degradato, in situazioni di diffusa illegalità essere ragazzi e ragazze perbene - ha detto - richiede talvolta sacrifici e coraggio. È bello che quel coraggio ci sia. Ma una democrazia rispettabile è proprio il luogo nel quale per essere buoni cittadini non si deve esercitare nessun atto di coraggio, quale ad esempio si richiede per fare l’astronauta».
Bisogna dare ai giovani l’opportunità di «realizzarsi moralmente», e questo non dipende solo dal contesto in cui crescono, dalle famiglie, ma anche dalle classi dirigenti, «dall’esempio offerto da tutti coloro che occupano posizioni di rileivo nella società civile e nello Stato». Al di là di ogni contrapposizione, hanno detto le ministre Mara Carfagna e Giorgia Meloni, molti valori accomunano gli italiani e le italiane. «Le vostre parole mi confortano», ha commentato il presidente indicando nella Costituzione il codice che unisce e che stempera le tensioni. «Al di là di ogni differenza di modi di pensare e di posizioni politiche ha detto - è profonda tra le italiane e gli italiani la condivisione di quel patrimoni di valori e principi che si racchiude nella Costituzione repubblicana a coronamento di una lunga e travagliata esperienza storica».