9/3/2010 (14:17)
- POLITICA E MAGISTRATI- ALTA TENSIONE
"Rispetto o la democrazia è a rischio"
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| La pratica sarà discussa domani dal plenum del Csm
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Il Csm contro il premier: "Ci attacca,
è in pericolo l'equilibrio tra i poteri"
ROMA
«Episodi di denigrazione e di condizionamento della magistratura e di singoli magistrati» sono «del tutto inaccettabili» perch‚ cosi si mette «a rischio l’equilibrio stesso tra poteri e ordini dello Stato sul quale è fondato l’ordinamento democratico di questo Paese».
Usa parole durissime la Prima Commissione del Csm nel censurare le accuse rivolte dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a magistrati di diversi uffici giudiziari di agire per finalità politiche. E avverte che il pericolo è così alto, proprio perchè quelle affermazioni che gettano «discredito» sulla magistratura, recando un «gravissimo vulnus alla credibilità della giurisdizione», provengono «dal massimo rappresentante del potere esecutivo».
La sferzata è contenuta nel documento, approvato all’unanimità, con cui la Commissione ha chiuso la corposa pratica a tutela di giudici e pm chiamati in causa dal premier e che domani sarà discusso dal plenum. Parole che hanno subito infiammato il dibattito, con il Pdl che con il ministro Bondi in testa, accusa il Csm di «grave ingerenza e violazione da parte dell’ordine giudiziario dei principi fondamentali dell’ordinamento democratico». E l’opposizione che, con Donatella Ferranti del Pd giudica invece «grave e intimidatorio l’attacco del ministro all’autonomia e all’indipendenza della magistratura», e con l’Italia dei valori sottoscrive «l’allarme» del Csm.
La Commissione non fa alcuno sconto a Berlusconi, che ha messo sotto accusa i magistrati del processo Mills, ma anche i pm che hanno riaperto le indagini sulle stragi mafiose, la procura di Firenze che ha aperto l’indagine su Guido Bertolaso e gli appalti per i Grandi eventi, la Corte Costituzionale e da ultimo le «bande» dei pm «talebani» «che perseguono fini eversivi». E dice senza giri di parole: l’assunto di una magistratura che vuole «sovvertire l’assetto istituzionale democraticamente voluto dai cittadini» è «una obiettiva e delegittimazione della funzione giudiziaria nel suo complesso e dei singoli magistrati». . I consiglieri condividono le preoccupazioni in più occasioni espresse dal capo dello Stato, da ultimo nella lettera al vice presidente del Csm, e rivolgono «un pressante appello a tutte le Istituzioni perch‚, sia ristabilito un clima di rispetto dei singoli magistrati e dell’intera magistratura, condizione imprescindibile di un’ordinata vita democratica». Ed elogiano la «compostezza» dei magistrati che hanno risposto con il «silenzio» alle «generiche ed ingiuste accuse».
Una presa di posizione che provoca subito la reazione del Pdl: se il più duro è Bondi, il portavoce del partito Daniele Capezzone accusa il Csm di ritenersi una «Terza Camera» e definisce questo «assurdo»; mentre Maurizio Lupi vicepresidente della Camera, ritiene che a «minacciare la nostra democrazia Š quella parte della Magistratura» responsabile della «persecuzione giudiziaria» nei confronti di Berlusconi. Sottoscrive l’allarme del Csm l’Idv con i suoi capigruppo Massimo Donadi e Felice Belisario, accusando Berlusconi di voler «instaurare una dittatura di fatto».