9/3/2010 (21:24)
- CAOS LISTE- LE MANOVRE DEI DEMOCRATICI
Elezioni, opposizione divisa sul rinvio
Bersani: "Berlusconi è finito, si vince"
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| Il leader Pd Bersani con la candidata nel Lazio Bonino |
Il leader Pd all'assemblea dei radicali
«Il pasticcio è tutto nel loro campo»
Di Pietro: sabato andiamo in piazza
contro il governo, non contro il Colle
Rinvio sì, rinvio no. L’ipotesi dello slittamento del voto divide l’opposizione. La giornata comincia con la convocazione del "Parlamentino" dei radicali, chiamato a discutere l’opportunità di un ritiro di Emma Bonino dalla corsa alla poltrona di presidente del Lazio. Un ritiro paventato nei giorni precedenti, scongiurato dal Pd e che, alla fine, non ci sarà. La maratona sul «casino» delle regionali è durata senza interruzione per l’intera giornata. Ed è stata un successo, come testimonia la visita decisa all’ultimo minuto da Pierluigi Bersani, che ha ribadito la sua piena fiducia nel successo di Emma Bonino. Marco Pannella è rimasto molto soddisfatto, anche se alla fine è parso chiaro che il Pd non ha nessuna intenzione di appoggiare la richiesta radicale di rinvio della tornata elettorale.
Una riforma per le norme
In compenso, il segretario democratico ha preso l’impegno solenne di appoggiare una riforma delle norme elettorali per facilitare le candidature e rendere più rigoroso il rispetto delle regole. L’assise radicale era cominciata stamani con un intervento della candidata alla guida della Regione Lazio molto tormentato sull’opportunità di restare in corsa: «Non è pensabile che si decida di andare avanti come se niente fosse successo. Questa sarebbe una risposta per noi inadeguata».
I dubbi di Emma Bonino
I dubbi di Emma Bonino erano da giorni la vera spina nel fianco del Pd: per il suo leader sarebbe stata una vera sconfitta la decisione di abbandonare, visto il sostegno appassionato che aveva dato a Bonino. Ma questo dubbio è stato subito sgomberato dal leader storico dei Radicali, che è intervenuto senza neppure dare spazio al dibattito: «Dico no all’Aventino, anche perchè non mi sembra che a questo punto il ritiro sia tecnicamente possibile». Un vero regalo, forse inaspettato, per Bersani. Infatti, il leader democratico ha subito deciso di far visita all’assemblea, dove è stato accolto calorosamente, e dove ha potuto ribadire tutta la sua stima per la candidata del centrosinistra. Il clima tra Radicali e Democratici volge decisamente al sereno.
La sfida di Pierluigi
«Noi abbiamo ottime ragioni, il pasticcio è tutto nel loro campo, andiamo a votare e vinciamo», è la posizione di Bersani. La posizione contro il governo, però, non cambia. «Io non sottovaluto i problemi giuridici - comprende il leader Pd - ma lasciamo stare i cavilli e andiamo al sodo: andiamo a votare e a vincere. Berlusconi è finito». Alcuni applaudono, altri rumoreggiano: «Ma le regole? e se loro fanno ricorso dopo il voto?». Bersani la fa spiccia: «Noi abbiamo il popolo, non ci indeboliamo da soli». Pannella non condivide il no ma conferma il feeling con il segretario Pd «con il quale, a differenza di altri segretari, il dialogo è sempre aperto».
Il patto con Tonino
E sembra intesa ritrovata anche con Antonio Di Pietro dopo le tensioni per gli attacchi dell’ex pm a Napolitano per la firma del decreto. Il tempo di un caffè alla buvette serve ai due per confermare la piattaforma di «democrazia e lavoro» della manifestazione di sabato. Bersani sembra dar fiducia agli impegni di Di Pietro di andare in piazza «contro il governo e non contro il Capo dello Stato». Al punto che il leader Idv è intenzionato a intervenire dal palco, anche se gli organizzatori preferirebbero dar voce a costituzionalisti e personalità e non ai leader politici. «Io certamente interverrò - assicura Di Pietro - non so gli altri leader. La manifestazione serve a informare gli italiani dei rischi di una deriva democratica e al contempo serve per parlare dei problemi degli italiani, a partire dal lavoro».