28/2/2010 (17:36)
"Mai al volante con la pipì,
stop in corsia d'emergenza"
Sentenza della Corte di Cassazione:
«Malessere che pregiudica la guida,
consentita la sosta per i conducenti»
ROMA
Mai al volante con la pipì. Lo intima nientedimeno che la Cassazione secondo la quale il «bisogno fisologico» procura un vero e proprio «malessere» da inquadrarsi nel concetto di «disagio e finanche di incoercibile necessità fisica anche transitoria che non consente di proseguire la guida con il dovuto livello di attenzione».
A costringere i magistrati di piazza Cavour ad occuparsi delle "impellenze" degli italiani, il caso di un incidente stradale avvenuto nel 2006 sul grande raccordo anulare della capitale proprio a causa di un automobilista che si era fermato nella corsia di emergenza per raggiungere i servizi igienici. Una moto di grossa cilindrata sulla quale viaggiava Gianluca S., viaggiando sulla corsia di emergenza, era andata a collidere contro una Renault ferma nella corsia delle emergenze perchè il suo conducente Luciano D.V. aveva manifestato un impellente bisogno fisiologico. Il centauro riportava gravissime lesioni e decedava al Gemelli il 31 luglio 2007. Luciano D.V. è stato denunciato dai familiari del centauro morto, ma il gup del Tribunale di Roma, lo scorso gennaio, lo assolveva dall’accusa di omicidio colposo «perchè il fatto non sussiste».
Contro questa decisione la vedova del centauro, Adriana V., si è costituita parte civile in Cassazione e la linea difensiva è stata proprio quella di contestare il carattere di «atipicità» e «imprevedibilità» del bisogno fisiologico, la pipì, «tanto più in un soggetto adulto» da giustificare lo stop di un mezzo nella corsia di emergenza. La Quarta sezione penale -sentenza 7679- ha bocciato il ricorso della vedova del motociclista e ha fatto una dettagliata disamina di come si debba catalogare la impellenza fisiologica. «Correttamente il gup -scrivono i supremi giudici- ha inquadrato il bisogno fisiologico nel concetto di malessere che giustifica la sosta sulla corsia di emergenza». Infatti, il termine «malessere -annotano ancora gli "ermellini" - non può esaurirsi nella nozione di infermità incidente sulla capacità intellettiva e volitiva del soggetto o nell’ipotesi di caso fortuito, bensì nel lato concetto di disagio e finanche di incoercibile necessità fisica anche transitoria che non consente di proseguire la guida con il dovuto livello di attenzione».
Ecco perchè «in esso deve necessariamente ricomprendersi l’improvviso bisogno fisiologico (dipendente -sentono di dover precisare- o meno da malfunzionamento organico) che notoriamente esclude quella condizione di benessere fisico indispensabile per una guida corretta che non ponga in pericolo sia lo stesso conducente ed i terzi trasportati sia gli altri utenti della strada». La pubblica accusa di piazza Cavour rappresentata da Vito Monetti non era d’accordo con la tesi assolutoria dell’automobilista fermo in corsia di emergenza per fare pipì tanto che alla Cassazione aveva chiesto di annullare l’assoluzione accordata.