L'Italia come il Botswana, o quasi: nel nostro paese è ancora molto bassa la percentuale di donne che ha rapporti protetti, si tratta «solo del 39%», un dato analogo a quello del paese dell'Africa del sud.
E' quanto rivela
Save the Children, in un comunicato in occasione della Festa della Donna. In rapporto ad altri paesi industrializzati come la Svezia o la Norvegia «L'Italia è indietro per esempio nell'accesso alla contraccezione che ci vede allo stesso livello del Botswana con solo il 39% di donne che vi fanno ricorso», denuncia l'Ong. Per quanto riguarda invece la condizione della salute materna in Italia, «gli indicatori generali sono buoni e certamente le madri italiane sono sufficientemente tutelate nella loro salute».
Save the Children diffonde i dati anche della mortalità legata al parto, denunciando che nel mondo «ogni minuto una donna muore per cause legate a gravidanza o parto». E' di appena un punto percentuale annuo - scrive l'Ong in un comunicato - la diminuzione del tasso di mortalità materna nel mondo.
Sono «536.000 le donne che ogni anno muoiono durante la gravidanza o il parto, pari a una donna al minuto», secondo Save the Children. Circa il 99% di tali morti avviene in paesi in via
di sviluppo, con l'Africa sub-sahariana che detiene il primato di oltre metà delle morti - 270mila - pari a 900 mamme che perdono la vita ogni 100mila bambini che nascono. Numeri altissimi, cento volte superiori a quelli dei paesi industrializzati, dove la media delle morti materne è di 9 ogni 100mila neonati.
In Italia la media scende a tre, anche se il nostro paese si «avvicina» ad alcuni paesi a più basso reddito per il numero ancora esiguo di donne che fanno ricorso alla contraccezione.
«Non ci sarà parità di diritti fra uomo e donna finché tante donne non vedranno adeguatamente tutelata la loro salute e continueranno a morire in coincidenza con quello che dovrebbe
essere uno dei momenti più lieti della loro vita, la gravidanza o il parto», afferma Francesco Aureli, Responsabile Advocacy e Policy di Save the Children Italia, alla vigilia della Giornata
Internazionale della Donna, quest'anno sul tema «Uguali diritti, uguali opportunità: Progresso per tutti» («Equal rights, equal opportunities: Progress for all»).
«La morte materna non è solo un indicatore negativo delle inadeguate condizioni di salute delle donne ma ha un impatto diretto anche sulla sopravvivenza e benessere dei bambini e su quello di un'intera comunità. E' infatti dimostrato che all'aumentare della mortalità materna corrisponde un aumento della mortalità infantile così come c'è un nesso diretto fra il benessere della donna e il progresso economico e sociale di un paese. Garantire il diritto alla salute delle donne significa
dunque garantire più diritti per tutti, come recita il tema di questa giornata internazionale della donna».