9/3/2010 (8:15)
- IL GIORNALISTA RAI AVEVA 65 ANNI
Morto Tonino Carino
Icona di "90° minuto"
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| Tonino Carino aveva 65 anni
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La voce di Ascoli è diventato star
involontaria di cinema e cabaret
R. C.
ANCONA
Ieri sera, ad Ancona, se n’è andato un pezzo di storia del calcio televisivo, di quando i gol non si vedevano fino alle sei di sera. È morto Tonino Carino, giornalista Rai, il volto e la voce che raccontavano all’Italia intera le partite dell’Ascoli di Costantino Rozzi, piccola squadra di provincia di un mondo pallonaro da poco a colori e ancora molto ruspante. Carino è stato a lungo uno dei personaggi più popolari di quel gran teatrino che era «Novantesimo minuto». Con Necco, Bubba, Vasino, Castellotti, Giannini e compagnia recitante, ha riempito in differita centinaia di domeniche di tifosi che nemmeno si sognavano, di lì a poco, di poter vedere tutto in diretta sulle pay-tv, dai gol ai labiali dei protagonisti.
Carino magari zoppicava sui nomi dei giocatori stranieri ma forniva cronache rigorose e emanava simpatia istintiva. Per questo è uscito in fretta dagli schermi tv, diventando un personaggio. Parodiato al cinema da Diego Abatantuono e al «Drive In» da Ezio Greggio («È lui, o non è lui? Cerrrto che è lui! Tonino Carino da Ascoli»). Persino con l’Ascoli sparito dai radar della A e con «90°» progressivamente soffocato dalla trasformazione del «prodotto calcio», Carino era riuscito a ritagliarsi un suo spazio fuori dal tran-tran di caporedattore della sede regionale Rai di Ancona: inviato di alcune edizioni di «Quelli che il calcio», poi al seguito del Giro d’Italia nel 2002 e infine, dal 2002 al 2003, inviato di «Casa Raiuno» condotta da Massimo Giletti.
Nato 65 anni fa ad Offida, in provincia di Ascoli Piceno, Tonino Carino aveva cominciato la sua carriera di giornalista al «Corriere Adriatico » per poi entrare in Rai. Di recente era andato in pensione. Malato da tempo, lascia la moglie e due figli, Riccardo e Daria.