8/3/2010 (8:15)
- PERSONAGGIO
Button: "Nel 2009 ho vinto facile
Ma quest'anno sarà più eccitante"
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| Jenson Button, 30 anni, è passato quest'anno alla McLaren
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«Con Hamilton si va d'accordo.
Non lascerò il primato facilmente»
STEFANO MANCINI
TORINO
L’hanno definito «campione per caso». Lui ha accettato la sfida e si è rimesso in gioco: ha lasciato la squadra che vince ed è entrato nel regno di Lewis Hamilton, la McLaren. «È la prima volta che comincio la stagione in un team di vertice. Non ho intenzione di farmi togliere il numero 1 dalla macchina».
Beh, anche l’anno scorso non è che la Brawn andasse così male: non se n’era accorto nei test?
«Sì, ne eravamo consapevoli, anche se fino a febbraio non eravamo neppure sicuri di esserci. Adesso è più eccitante: ci sono quattro squadre sullo stesso piano, c’è Schumacher, c’è Alonso alla Ferrari».
E c’è Lewis Hamilton suo compagno di squadra: come va la convivenza?
«Non lo scopro adesso che è fortissimo. Lavoriamo bene insieme, abbiamo condiviso sensazioni e dati raccolti nei test, migliorando le prestazioni della monoposto. Ma è la gara che fa la differenza. È lì che capisci come va, perché sei sotto pressione. E scopri anche chi è più veloce».
In comune avete due papà sempre presenti. Andranno d’accordo anche loro?
«Per quello che ne so, i rapporti familiari sono buoni. Una volta era mio padre a regolare il motore del go-kart di Lewis. Finora sono venuti ai gran premi per ragioni diverse: il mio perché ama la F1 e gli piace seguire le gare, il suo perché era manager del figlio».
Schumacher rientra a 41 anni? Pensa che un giorno succederà anche a lei?
«Mi mancano undici anni, non riesco a immaginarmelo, ma non si sa mai. Parecchi piloti stanno male quando lasciano la Formula 1, perché viene a mancare l’adrenalina che soltanto queste monoposto ti possono dare. È difficile trovare qualcosa di altrettanto emozionante, evidentemente Michael ha fatto fatica. Ha provato con le moto, che lo divertivano, ma non si è scoperto meno competitivo di quanto si aspettasse. Se torna è perché ritiene di essere forte come una volta. Si è reso conto di aver smesso troppo presto: adesso è carico come negli anni in cui vinceva i mondiali».
Gli crede quando racconta di non poter vincere le prime gare?
«No, non gli credo. La Mercedes arriverà domenica in Bahrein con alcune novità importanti sulla vettura. E, anche senza queste modifiche, li ho visti molto bene. La cosa divertente è che nessuno sa con precisione chi è favorito. Comunque, ne sono sicuro, Schumacher e Rosberg saranno tra i migliori, assieme a noi, Ferrari e Red Bull».
Che cosa si aspetta dalla Brawn, ora che la Mercedes è subentrata?
«Se hanno deciso di rilevare il team significa che hanno grosse ambizioni. Poi hanno ingaggiato due piloti esperti. Soprattutto uno».
È pericoloso avere in pista vetture molto lente?
«Non è tanto questione di pericolo. Sarà difficile lavorare nelle libere: magari tu stai provando un giro veloce con poca benzina e ti trovi davanti una Lotus o una Virgin con il pieno che gira 12 secondi più lenta di te. Anche in qualifica, con 24 piloti in pista, sarà cruciale trovare il momento giusto. In gara andrà meglio, perché le differenze tra i primi e gli ultimi saranno nell’ordine dei 3-4 secondi».