9/3/2010 (8:4)
- TREVISO E AIRONI NELLA LEGA BRITANNICA
Finalmente due italiane in Celtic
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| La Benetton Treviso, da settembre nella Celtic League |
Ammissione costata 3 milioni
ma preziosa per il movimento
STEFANO SEMERARO
Finalmente siamo certi di essere celti. Dopo anni di discussioni e mesi di feroce braccio di ferro con il board della Celtic League, dal prossimo settembre Benetton Treviso e Aironi padani si uniranno al campionato per club fondato nel 2001 da gallesi, irlandesi e scozzesi. Gli ultimi a fare resistenza erano proprio gli highlander: alla fine i quattrini (un ticket d'ingresso di 750.000 euro a testa dalle due franchigie più 1,5 milioni federali) e l'ultimatum del presidente Fir Dondi dopo la vittoria proprio con la Scozia, li hanno convinti a cedere.
Trattasi di una boccata d'aria fondamentale per il movimento italiano che ha schivato così un possibile collasso - in caso di esclusione Benetton avrebbe forse meditato sul disimpegno - e ora potrà contare su una competizione ad alto livello necessaria per far rientrare i nostri migliori dall'estero e svezzare meglio i giovani. «Sono convinto che la Celtic League porterà vantaggi a tutto il movimento - ha gongolato ieri Dondi - e avrà ripercussioni positive sulla competitività della Nazionale». Padani e trevigiani dovranno mettere sul piatto circa 8 milioni di euro, fornire uno stadio da almeno 5000 spettatori, e preparare rose robuste per affrontare un impegno pesante: 22 partite all'anno, più eventuali playoff, per un campionato che va da settembre a maggio.. Non una banalità: in Celtic non è stato facile entrarci, non sarà facile giocarci.
Nelle due selezioni, che potranno schierare al massimo 5 stranieri non eleggibili per la nazionale, finiranno tutti o quasi i giocatori di interesse azzurro per cui la Fir verserà un contributo (50, 30 e 20 mila euro a seconda del valore). Oltre ai vari McLean, Garcia, Ghiraldini, già schierati, dovrebbero rientrare da Francia e Inghilterra anche altri nazionali come Gower, Bortolami, Perugini, Ongaro, Masi, Canale e - fra un anno - i fratelli Bergamasco. Arriverà forse qualche (esosa) stellona straniera a rimpolpare i XV, ma per non bruciarsi le radici ora occorrerà occuparsi dei vivai e trovare le soluzioni adatte per dare la giusta dimensione alla futura serie A a 12 squadre. Emigranti sì, sradicati no.